Pubblicato il 12 febbraio 2016
, da Rita Fortunato
Si sa che l’arte va spesso a braccetto con la moda, ma quando la si associa all’arte povera si è portati a credere di avere a che fare con mobili ordinari, pericolosamente retrò e magari di dubbio gusto e terribilmente fuori moda.
Nell’articolo di oggi vogliamo sfatare questa convinzione una volta per tutte.
Non è così, l’arte povera non è sinonimo di fuori moda ma rimanda, come è stato ricordato nei consigli su come personalizzare un mobile grezzo, ad una corrente artistica precisa e risalente agli anni del boom economico.
La filosofia fondante dell’arte povera sta nell’impiego di materiali (appunto) poveri per creare opere d’arte ripetibili e capaci di denunciare, a livello concettuale, le contraddizioni della filosofia capitalista. In questo contesto, l’arte povera la si può anche definire come il punto di inizio di rielaborazioni artistiche originali ma riproducibili in serie in linea con l’aumento del processo produttivo.
Da qui, l’arte povera ha saputo ispirare artisti e arredatori che hanno creato vere e proprie tendenze e mode, che a loro volta hanno percorso e sperimentato nuove vie sfociate nel Minimal e nell’Industrial Design. Sono stili d’arredo che hanno fatto dell’essenzialità e del riciclo i loro cavalli di battaglia ma che, fin dall’inizio, hanno caratterizzato il messaggio e gli obiettivi dell’arte povera.
L’arte povera è, prima di tutto, semplicità ed essenzialità e l’arredo secondo questo stile rimanda alle classiche cassettiere delle nostre nonne, a tavoli in legno e librerie provviste di ante in vetro, a scrivanie dalle gambe arcuate e sottili e ai mobili da bagno con ampie specchiere.
In linea di massima, è un tipo di arredamento che si adatta a ogni spazio domestico, che si tratti di un appartamento in città o di un rustico casolare di campagna. In entrambi i casi e i contesti, l’arredamento in stile arte povera ispira, al primo colpo d’occhio, solida e sobria eleganza.
Per questo tipo di mobili non è detto che bisogna per forza accontentarsi delle tonalità cupe e severe di legni, comunque pregiati, quali il noce e il mogano. Per rimanere sul classico si può optare per un bianco lucido, capace di dare luminosità alle varie stanze della casa o, se si vuole vedere le venature naturali del legno, nulla vieta di dipingerle con tinte pastello pur mantenendole visibili. Il colore darebbe un tocco di freschezza, modernità e originalità senza dimenticare che esiste anche la possibilità di personalizzare ogni singolo dettaglio, dai pomoli di un cassetto all’intaglio della testata del letto.
In ogni caso, l’eleganza, sobria e solida, non passa mai di moda. Soprattutto quando si parla di arredamento e, in questo caso, l’arte povera rimane senza tempo e caratterizza la casa con un stile preciso, riconoscibile e di classica eleganza. Insomma, l’arte povera e il fuori moda non sono sinonimi ma, se abbinati con gusto e buon senso, insieme fanno stile.
Per avere qualche suggerimento supplementare, perché non provi a dare un’occhiata alle nostre proposte in catalogo?
Se hai bisogno, rivolgi pure i tuoi dubbi e le tue domande nei commenti. Saremo lieti di risponderti.
Blogger di ParoleOmbra.
Classe 1984, diploma in Grafica Pubblicitaria e Fotografia, laurea in Lettere. Blogger di ParoleOmbra, da sempre attratta dai libri e dall'arte della scrittura, passo il tempo a leggere e a scrivere e a rileggere e riscrivere. Qualsiasi cosa.
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